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Il pollo fritto: la sua storia e le sue origini

Il pollo fritto è entrato nell’immaginario collettivo come uno dei simboli di usi e costumi degli Stati Uniti, tanto da essere esportato nel resto del mondo come prodotto a dir poco esclusivo di questa nazione. La simbiosi tra gli USA e questo piatto, è cresciuta sempre più nel tempo attraverso un fattore che ha nettamente inciso sulla sua diffusione: il Fast Food.

La sua ricetta semplice e versatile, che ha visto sempre più interpretazioni e rivisitazioni, ha permesso una diffusione del pollo fritto su scala quasi globale, da una parte attraverso le sue origini, destinate ad essere importate altrove, e dall’altra, come detto, la diffusione derivata dal commercio nei fast food che ne ha reso l’accezione di marca Statunitense.

 

Le origini della ricetta

Perché parliamo di accezione? semplice: se la storia ci parla di un vero e proprio sogno americano realizzato, diversamente dicono le sue origini; nel caso degli Stati Uniti, che restano in diritto di rivendicare la più importante fetta storica come fattore di sviluppo culturale di questa ricetta, è più giusto parlare di appropriazione! Infatti, le origini del pollo fritto sono da ricercare soprattutto in Europa, più precisamente in Scozia e… Italia, ma andiamo per ordine.

 

Il Pollo fritto Scozzese

Nelle colonie di schiavi afroamericani il pollo fritto iniziò a diffondersi maggiormente come pietanza di “necessità” a cui attingere nella situazione di povertà in cui versava il popolo. A giocare a loro favore era la possibilità di poter conservare alcuni polli, ed una prima spartana versione del piatto la si è avuta con l’aggiunta di erbe e spezie tipiche del Sud degli Stati Uniti, allora colonia dell’Impero Britannico: è infatti in Gran Bretagna che nasce quella che ad oggi è la versione della ricetta più conosciuta, e fu importata dagli Scozzesi. Soltanto dopo l’abolizione della schiavitù, la ricetta si espanse oltre il Sud degli Stati Uniti.

 

L’espansione del pollo fritto negli Stati Uniti: da “La Grande Depressione” ad oggi

Il 24 Ottobre del 1929 passa alla storia sotto l’infausto nome di “Giovedì Nero”. Il giorno in cui la borsa di Wall Street subisce il più grande crollo finanziario della sua storia. Le ripercussioni sono enormi e su larga scala; il lavoro diminuisce, alcune aziende chiudono ed altre sono sull’orlo del fallimento, la disoccupazione aumenta smisuratamente; è proprio in questo quadro storico buio, che si consuma quello che a tutti gli effetti è un vero e proprio “sogno americano”.

La Grande Depressione degli anni ’30 spinse il popolo Americano ad adoperarsi in ogni tipo di lavori e mansioni, soprattutto i più giovani si rimboccarono le maniche, reinventandosi in più occupazioni possibili. Tra questi, il 25enne Harland Sanders si divide tra lavori sempre diversi e gli studi di legge, fin quando riesce ad accordarsi con la Shell e riceve, in cambio di percentuali sugli incassi, la gestione di una stazione di benzina nel Kentucky, arricchita da un piccolo ristorante.

Ebbene, è proprio in questo piccolo ristorante ad avere inizio la storia del “Pollo Fritto del Kentucky”; l’enorme successo riscosso dalla qualità della cucina e dalla stessa persona di Sanders porteranno, fino ad oggi, ad imprimere nella storia contemporanea il pollo fritto anche grazie alla diffusione dello storico marchio KFC (Kentucky Fried Chicken), nato ufficialmente nel 1952, e diffuso su larga scala a partire dal 1965.

 

…e in Italia?

Seppur non si hanno testimonianze di una vera e propria paternità Italiana della ricetta del pollo fritto, è facile considerare quanto abbia inciso nella sua diffusione continentale tanto da arrivare oltremanica. 

Il pollo è parte integrante della nostra tradizione culinaria fin dai tempi degli Antichi Romani, dove la sua diffusione ritrova alcuni parallelismi con quella negli USA; difatti la pietanza, poco apprezzata dalla nobiltà dell’Impero, diventò uno dei alimenti di maggior consumo tra la plebe.

Del pollo fritto invece, con la sua variante Toscana tra le più conosciute ed apprezzate, si hanno rimandi già dal Medioevo nell’antico ricettario Liber de coquina, dove si annovera la torta parmesana; un involucro composto da sei strati di pasta, dove nel primo passaggio della ricetta è annoverata proprio la frittura del pollo.

Togli pulli smembrati e tagliati e friggile con le cipolle ben trite, con lardo in bona quantità: e cotti i polli abbastanza mettivi su spezie e sale abbastanza…”

La nostra tradizione culinaria ha portato il pollo, quindi, ad essere sempre più una delle portate centrali nei nostri piatti e della nostra quotidianità, senza mai mancare di modernità. Visione culinaria che Fry Chicken ha non solo condiviso, ma fatto propria.

Attraverso una proposta con la veste Internazionale dei più moderni fast food, Fry Chicken guarda con attenzione ai suoi prodotti, assicurandosi minuziosamente una produzione rigorosamente al 100% di genuina qualità Italiana, con il pollo, elemento principale, che si erge ad assoluto protagonista del gusto nei nostri più svariati menu; dal già citato pollo fritto al connubio di più sapori nei menu panini fino ai mix con insalate e tortillas,  il risultato è assolutamente soddisfacente anche per il più esigente dei clienti, diventando difatti sempre più un’esperienza culinaria da provare e riprovare.

 

 

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