Corriere Economia

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Articolo del 25/04/2016 – Corriere Economia

Mettersi in proprio
Partire col piede giusto: ecco i settori più caldi
Dagli hamburger alle patatine, dall’arte ai vestiti
La ricetta? Un piccolo investimento e voglia di fare

Sono oltre 500 mila gli italiani che si sono avvicinati nel 2015 con curiosità ed interesse al mondo del franchising, con la speranza di avviare un’attività in proprio, mettendosi da subito in gioco, grazie all’affiancamento iniziale dei professionisti del settore.

Un piccolo esercito
Lo rileva uno studio del Centro Studi del Salone Franchising Milano, in programma a novembre a Fieramilanocity, che per la prima volta ha incrociato dati di motori di ricerca, siti specializzati, ricerche delle associazioni di settore ed analisi sui visitatori della Fiera.
Al momento sono 230 mila gli italiani che operano nel comparto, di cui 51 mila imprenditori franchisee. Il 30% sono giovani in cerca di nuovo impiego, il 15% hanno tra i 45 e 60 anni con voglia di cambiare perché magari hanno perso un impiego, il 33% sono donne. Le attività su cui si scommette sono alimentare, abbigliamento, articoli per la casa e servizi alle persone e imprese. Oltre al desiderio di rischiare, per avviare un’attività di retail sono però necessarie doti imprenditoriali ed un capitale iniziale contenuto di 25/50 mila euro. È poi importante investire nell’aggiornamento professionale, studiando nuove tecniche di vendita nei negozi, come ad esempio l’ offerta on line.

Street food
Nell’ambito alimentare, lo street food è il futuro. I pasti take away si adattano infatti a chi ha sempre meno tempo per mangiare, ma non intende rinunciare a cibi di qualità. Burger King, controllata dalla quotata Restaurant Brands International, prevede l’apertura di 300 nuovi ristoranti nello stivale. Mentre Domino’s Pizza, dopo aver conquistato Milano con il primo ristorante, promette 11 nuove aperture sempre nella capitale lombarda entro l’anno. E se il brand olandese Queen’s Chips apre a Venezia, Padova e Trieste, la catena di cucina tradizionale spagnola del Gruppo Restalia, 100 Montaditos, famosa per i bocconcini di pane in 100 varianti, inaugura 30 nuovi store entro il 2016, raggiungendo i 50 ristoranti in tutta Italia. E visto che il cibo di strada cambia anche le nostre usanze alimentari, si affacciano sul mercato marchi con prodotti e sapori nuovi. Come quelli a base
di yogurt e pollo fritto.
Salernitano, 37 anni, Alberto Langella, ad di Penta Group, controlla due marchi: la Yogurteria e Fry Chicken & Chips, con cui fattura 1,7 milioni. «Nel 2016 apriremo 10 nuove yogurterie (ora sono 48) e 7 Fry Chicken & Chips (con 5 nuovi addetti ognuno) in tutta Italia – spiega -. Lo yogurt arriva dal Trentino Alto-Adige, le patate dalla pianura del Fucino, il panino è ai cinque cereali ed usiamo solo polli italiani certificati». Per avviare una yogurteria occorrono 40 mila euro, per vendere pollo fritto il doppio. «Offriamo contratti di 5 anni e forniamo le materie prime (come latte, yogurt, salse, cereali, bicchieri) e l’acquisto di attrezzature una tantum. Organizziamo inoltre corsi pre e post apertura con nostri tutor ed effettuiamo controlli mensili».
Con 5 punti vendita in Spagna (Madrid, Barcellona e Isole Canarie) e nel Canton Ticino, l’imprenditore campano punta ora a deliziare i palati oltreconfine.

Arte e vestiti
Dal food all’arte il passo è breve. Milano art gallery, uno spazio polivalente, punto di riferimento per artisti emergenti, si sta affermando come marchio in franchising internazionale nel mondo dell’arte.
«È dedicato a chi ama l’arte e desidera avviare un’attività imprenditoriale – spiega il titolare Salvo Nugnes -. Abbiamo appena lanciato una sede a Miami e il 4 agosto apriamo a Rio de Janeiro». Nel fashion, nuove aperture per Yamamay e Pittarosso. Mentre in Toscana, Miniconf, quinto produttore nazionale di abbigliamento bambino (85 milioni di fatturato con 320 dipendenti) è a quota 55 negozi monomarca e 1.600 clienti multimarca. «Nel 2016 inaugureremo 10 nuovi punti vendita con la nostra formula franchising che prevede il conto vendita totale, con una provvigione fissa del 40% sul netto venduto», afferma il presidente, Giovanni Basagni.
Per aprire un negozio per bimbi 0-16 anni bastano 32 mila euro per 80 metri quadrati.

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